Previsioni sull’economia? Putroppo poco confortanti nel 2020

Ancora qualche giorno prima del decreto del governo per (provare a) rilanciare l’economia italiana in grosse difficoltà per il Coronavirus.C’è un problema tecnico: la procedura per l’innalzamento del deficit dal 2,2 al 2,4% prevede una lettera formale del ministro dell’Economia alla Ue per avere l’ok e poi la presentazione di una “Relazione” al Parlamento. A quel punto potrà essere approvato il decreto legge con gli aiuti al sistema economico italiano. Intanto si discute di quel che il decreto conterrà. Lo vedremo nel dettaglio nei prossimi giorni.

La Fed taglia i tassi

Intanto il 3 marzo la Federal Reserve (la banca centrale Usa) ha tagliato i tassi di interesse di mezzo punto. Ora sono a 1-1,25%. È una riduzione doppia rispetto agli interventi abituali e con una settimana di anticipo sui tempi consueti di decisione sui tassi. Perché? La Fed vuole rispondere alla frenata dell’economia mondiale causata dal coronavirus. Dalla crisi del 2008 non arrivava un intervento anticipato.

Wall Street martedì non ha reagito benissimo, con il Dow che ha perso ancora un 2,9%. E anche oggi, mercoledì 4 marzo, le borse asiatiche son rimaste fredde.

Attesa per la Bce

La corrispondente di Repubblica da Bruxelles sottolinea come stiano arrivando pressioni sulla Bce (la Banca centrale europea) perché prenda provvedimenti. La Bce già lunedì 2 marzo ha fatto sapere che è pronta a prendere “misure appropriate e mirate” per affrontare adeguatamente una situazione in rapido sviluppo che crea rischi per le prospettive economiche e per il funzionamento del mercato finanziario”. Misure espansive dunque? Probabilmente è ciò che ha in mente Christine Lagarde. Tuttavia, si è subito manifestata l’opposizione interna dei super rigoristi.

– La Banca Mondiale ha annunciato ieri un pacchetto di 12 miliardi di dollari per sostenere i paesi che soffrono l’impatto economico del coronavirus.


• 2 marzo 2020

Questa nuova settimana di economia al tempo del coronavirus comincia con le informazioni relative alla flessibilità sui conti pubblici che l’Unione europea concederà all’Italia per far fronte ai danni al sistema delle imprese causati dal contagio e dalla paura del contagio.

L’autorizzazione del Parlamento ad aumentare il deficit

In sostanza, il governo e in particolare il ministro Roberto Gualtieri presenterà giovedì in Parlamento un decreto che prevede l’autorizzazione a un maggiore deficit, per avere così a disposizione un pacchetto di 3,6 miliardi per sostenere l’economia di tutto il paese (la scorsa settimana era stato approvato un decreto di sostegno soprattutto alle “zone rosse” oltre che a tutto il settore alberghiero).

Perché l’Europa concede la flessibilità

Con flessibilità intendiamo la possibilità di non considerare come maggiore spesa nel conteggio di deficit e debito le spese effettuate per contrastare gli eventi considerati “eccezionali”; vale a dire eventi al di fuori dal controllo dei governi.
Per l’Italia un peggioramento dei conti e l’aumento del debito pubblico, già gigantesco, rischierebbe di causare una procedura di infrazione a carico, da parte della Commissione europea. Per questo serve che la Ue conceda la flessibilità.

La lettera ai vertici dell’Unione europea con i dettagli

Il ministro dell’economia invia in queste ore una lettera nella quale viene specificato come saranno usati i 3,6 miliardi di flessibilità. Per esempio la preannunciata misura di credito di imposta per le aziende che hanno perso almeno il 25% del fatturato nel primo trimestre del 2020 rispetto al 2019 e al 2018 a causa del coronavirus.