Eurogruppo, spunta ipotesa Mes ‘light’ con accordo Francia-Germania

Vigilia di riunione dell’eurogruppo che si caratterizza dalla possibilità di un accordo tra Francia e Germania con al centro un prestito per gli Stati da parte del Mes.

Secondo l’agenzia di stampa tedesca Dpa, Francia e Germania si sarebbero messe d’accordo sulla possibilità di una linea di credito del Mes a disposizione per gli Stati, con la condizione che questa non possa superare il 2% del proprio Pil.

L’ammontare delle risorse da destinare alle linee di credito dovrebbe aggirarsi attorno ai 230-240 miliardi (circa il 2% del Pil).

Il prestito avrebbe una condizione ‘light’, in quanto gli Stati richiedenti dovranno destinare le risorse richieste all’emergenza sanitaria e economica, rispettando il Patto di Stabilità e Crescita, ma siccome tale patto è stato sospeso, non ci sarebbero condizioni di deficit e di bilancio.

Inoltre, le due nazioni starebbero lavorando ad un intervento della Bei per garantire fino all’80% dei prestiti a breve termine delle banche e il ricorso al bilancio Ue con risorse da destinare a misure contro la disoccupazione.

Sempre secondo Dpa, la proposta non avrebbe trovato resistenze da parte degli altri stato, mentre restano da definire le modalità di richiesta, argomento al centro di un ulteriore incontro che si terrà oggi tra gli sherpa dei ministri delle Finanze all’Euro Working Group.

L’Italia insiste sui coronabond

“Bene SURE e garanzie Bei” dichiarava il Ministro dell’Economia, Ropberto Gualtieri, “ma la risposta dell’Ue deve comprendere bond comuni”.

“La sfida economica posta dal coronavirus è senza precedenti e richiede un vero salto di qualitànella risposta dell’Europa”, spiega Gualtieri in una nota.

“Per questo l’Italia sta conducendo dure battaglie su tutti i tavoli negoziali. Solo poche settimane fa c’era solo il MES con condizionalità. Abbiamo ottenuto che sul tavolo negoziale venissero proposti strumenti nuovi e adeguati alla sfida che abbiamo di fronte. L’insieme di proposte che l’Eurogruppo presenterà al Consiglio Europeo comprende ora lo schema SURE di assicurazione contro la disoccupazione – da anni richiesto dal nostro Paese – un significativo potenziamento del capitale della BEI per costituire un fondo per le garanzie ai prestiti delle imprese e un fondo per la ricostruzione da finanziare con bond comuni europei”, aggiungeva il Ministro.

E tuttavia, prosegue Gualtieri, “l’Italia ha ribadito, trovando l’accordo di altri Paesi tra cui la Francia, che non possiamo rispondere a uno shock comune e simmetrico con politiche fiscali asimmetriche che amplierebbero i divari tra Paesi. Pertanto la risposta comune europea sarà adeguata solo se comprenderà l’emissione comune di bond europei per finanziare i piani nazionali di risposta all’emergenza coronavirus”.

Quanto al Mes, conclude il ministro, “per l’Italia è uno strumento inadatto a gestire questa crisi nella forma attuale. Come ha detto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, solo un MES senza condizionalità che conservi del vecchio meccanismo solo il nome, diventando di fatto un fondo per la lotta alla pandemia, potrebbe essere adeguato a concorrere, insieme agli altri strumenti, a una risposta europea all’altezza della sfida che deve essere imperniata su soluzioni nuove”.