Recovery Plan e Pnrr: due termini chiave per la ripresa economica italiana grazie alle risorse UE. Ma a cosa si riferiscono esattamente? Tra i due documenti ci sono piccole, ma importanti differenze.

Recovery Plan e Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) sono i protagonisti indiscussi dello storico rilancio dell’Italia dopo il disastro economico della pandemia.

I due termini, spesso utilizzati come sinonimi per intendere il piano straordinario di riforme e investimenti nazionale finanziato dall’Europa, indicano in realtà diversi strumenti. O meglio, l’uno ingloba l’altro, con una sottile – ma rilevante – differenza sulle risorse europee e nazionali calcolate nei due testi.

Qual è la differenza tra Recovery Plan e Pnrr?

Recovery Plan e Pnrr: le differenze

Quando si parla di Piano nazionale di ripresa e resilienza ci si riferisce nello specifico allo strumento programmatico di riforme e investimenti richiesto dall’UE per ottenere i fondi del NextGenerationEU.

Nel dettaglio, il Pnrr utilizzerà le risorse messe a disposizione dall’Europa attraverso il dispositivo di ripresa e resilienza (Recovery and Resilience Facility, RFF) dal valore di 672,5 miliardi di euro di prestiti e sovvenzioni. Quest’ultimo è il cuore finanziario di tutto il pacchetto NextGenerationEU.

L’Italia, con il Piano nazionale di ripresa e resilienza richiederà il massimo di risorse offerte dal RFF, ovvero: 191,5 miliardi di euro divisi in sovvenzioni da 68,9 miliardi di euro e prestiti per 122,6 miliardi di euro.

Tali risorse sono suddivise in progetti in 6 aree, stabilite da Bruxelles: digitalizzazione, rivoluzione verde, infrastrutture, istruzione, inclusione sociale, sanità.

Se a tali 191,5 miliardi di euro finanziati dallo strumento cardine del NextGenerationEU si aggiungono le risorse di altri Fondi europei e quelli tutti italiani di un Fondo complementare, allora si compone il Recovery Plan.

Quest’ultimo, in sostanza, non è altro che la somma di riforme, investimenti, progetti che attingeranno non soltanto ai 191,5 miliardi, ma anche ai:

47,5 miliardi del REACT-EU e ai 30,6 miliardi del Fondo complementare nazionale.

Per chiarezza, il fondo REACT-EU è stato stanziato per politiche di assistenza alla coesione e ai territori.

Per quanto riguarda il Fondo nazionale da 30,6 miliardi di euro, quest’ultimo è finanziato esclusivamente da risorse italiane provenienti dallo scostamento di bilancio. I progetti che sostenuti da tali risorse non avranno obbligo di rendicontazione a Bruxelles.

Quindi, la differenza tra Recovery Plan e Pnrr sta tutta nell’entità delle risorse conteggiate. Il primo ha un valore complessivo di 235,14 miliardi (Pnrr+React-EU-Fondo complementare).

Il secondo vale 191,5 miliardi di euro, quelli provenienti direttamente dal finanziamento cardine del NextGenerationEU.

Entrambi i documenti ricalcano le 6 missioni indicate da Bruxelles.


ad maiora

G.C.