Parte la XIX legislatura, i presidenti saranno eletti in tempi record

13 ottobre, ma già da lunedì prossimo deputati e senatori, soprattutto quelli eletti per la prima volta, varcheranno i portoni dei due palazzi per l’adempimento delle incombenze burocratiche (dalla registrazione alla foto per il tesserino parlamentare fino all’assegnazione dell’account personale).

Sarà un primo ‘giorno di scuola’ segnato da una novità assoluta: ad occupare gli scranni dei due emicicli ci saranno 345 deputati e senatori in meno, conseguenza della riforma costituzionale targata M5s che ha tagliato il numero degli eletti: da 630 a 400 a Montecitorio, da 315 a 200 a palazzo Madama. Un ‘vuoto’ che sarà reso plasticamente anche dalla disposizione in Aula: le ali ‘estreme’ dei banchi dell’emiciclo della Camera saranno ridotte (sono circa un’ottantina le postazioni adibite al voto che andranno in pensione), anche se non eliminate del tutto per grantire la capienza in occasione delle sedute comuni.

I due presidenti e i capigruppo partecipano alle consultazioni al Quirinale. Dunque, sfogliando il calendario, è ipotizzabile che entro domenica prossima, 16 ottobre, deputati e senatori debbano comunicare a quale gruppo intendono iscriversi, passaggio necessario per consentire poi la convocazione – si ipotizza tra domenica stessa e lunedì 17 ottobre – delle Assemblee dei gruppi, chiamate ad eleggere i propri capigruppo.

A quel punto, almeno per quel che riguarda i richiesti passaggi parlamentari, nulla osta all’avvio delle consultazioni al Colle che, quindi, potrebbero iniziare già nel pomeriggio di lunedì 17 ottobre ( martedì mattina). Sempre calendario alla mano, il governo potrebbe presentarsi in Parlamento per la fiducia nell’ultima settimana di ottobre, che parte dal 24. Recita la Costituzione: “Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia”.