Cosa succede adesso a chi sta facendo lavori con il superbonus

Il decreto del governo blocca la cessione del credito e lo sconto in fattura per tutti i nuovi interventi edilizi, riconosciuti solo quelli che hanno già presentato la comunicazione di inizio lavori

Continua la storia infinita di correzioni, rimpalli e rattoppi per sistemare il caos legato al superbonus edilizio. A una settimana dal viaggio a Bruxelles della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il governo ha varato un decreto all’unanimità per bloccare lo sconto in fattura e la cessione dei crediti agli enti pubblici. Resta valida la detrazione fiscale portata in dichiarazione dei redditi, che tuttavia richiede che prima si spenda per poi recuperare nel tempo la somma. Una mossa, secondo le associazioni di categoria, che mette a rischio di fallimento più di 25mila imprese.

  1. Cosa cambia
  2. Chi riguarda e chi è escluso dal nuovo decreto
  3. L’allarme dell’Associazione nazionale costruttori edili

Cosa cambia

Il decreto, sostenuto da tutte le forze politiche di maggioranza e già firmato dal presidente della Repubblica, interviene sulla cessione dei crediti di imposta relativi a spese per gli interventi in materia di recupero patrimonio edilizio, efficienza energetica e superbonus 110%, misure antisismiche, facciate, impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica e barriere architettoniche.

Dall’entrata in vigore del decreto, non sarà più possibile accedere allo sconto in fattura né alla cessione del credito di imposta, mentre resta la possibilità di detrarre gli importi. In particolare, il decreto abroga le norme che prevedevano la possibilità di cedere i crediti relativi a:

  • interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione di primo livello per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo pari o superiore ai 200 mila euro;
  • interventi di riduzione del rischio sismico sulle parti comuni dei condomini o nei comuni a rischio sismico 1, 2 e 3, che riguardano la demolizione e la ricostruzione integrale;
  • viene infine vietato, alle pubbliche amministrazioni, di essere cessionarie di crediti d’imposta relativi agli incentivi fiscali maturati con queste tipologie di intervento.

Chi riguarda e chi è escluso

Il decreto va a bloccare la possibilità di sconto in fattura e cessione del credito per tutti i nuovi interventi edilizi. Sono invece salvi tutti gli interventi per cui sia già stata presentata la Cila, ovvero la Comunicazione di inizio lavori. Mentre per i condomini, oltre alla Cila, serve anche la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori.

L’allarme dell’Associazione nazionale costruttori edili

Se il governo blocca l’acquisto dei crediti da parte degli enti pubblici, che si stanno facendo carico di risolvere un’emergenza sociale ed economica sottovalutata dalle amministrazioni centrali, senza aver individuato ancora una soluzione strutturale, migliaia di imprese rimarranno definitivamente senza liquidità e i cantieri si fermeranno del tutto con gravi conseguenze per la famiglie”, ha spiegato la presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), Federica Brancaccio -. Non posso credere che il governo pensi di fermare il processo di acquisto dei crediti da parte delle Regioni senza prima aver individuato una soluzione strutturale che eviti il tracollo”. Brancaccio ha sottolineato come i crediti già in attesa di essere acquistati ammontano a più di 15 miliardi, per un totale di oltre 25 mila imprese in pericolo di rimanere senza liquidità e, quindi, a rischio fallimento.

Pubblicità