LA DOMENICA DI RIFLESSIONE

Inizia dal 7 giugno 2020 questa sorta di rubrica…. Buona lettura ⬇️

https://youtu.be/w_8_pVkrdnM

Domenica 6 dicembre 2020

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,1-8

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Domenica 8 novembre 2020

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi.
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: “Ecco lo sposo, andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: “Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”.
Ma le sagge risposero: “No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”.

“Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono”. So bene che la narrazione del Vangelo di oggi è tutta tesa sulla mancanza dell’olio delle vergini stolte e sulla lungimiranza delle vergini sagge, ma a me colpisce questa solidarietà del sonno. E’ un po come se il Vangelo volesse dirci che importa poco se sei saggio o meno perché la vita arriva fino al punto di sfiancarti comunque. Siamo umani ed essere santi non significa negare la nostra fragilità. Sagge o meno sagge, tutte si addormentano. Ma l’arrivo dello sposo svela la differenza di vissuto della medesima fragilità. Se tutte dormono, ciò non significa che quando si svegliano sono tutte preparate. Essere preparati significa aver fatto scorta di ciò che conta. L’olio di cui si parla non è una “cosa”, ma è un frutto. Rappresenta l’amore che abbiamo dato nella vita. Chi ha amato ha fatto scorta di quest’olio, e quando passerà la notte della sua fragilità, o quando finirà il buio di questa vita terrena, avrà ciò che gli serve per tenere la luce accesa. In questo senso l’olio non è cedibile perchè non si può cedere la nostra esperienza d’amore; è nostra in maniera radicale. Sembra che il vangelo di oggi ci dica: “invece di passare il tempo a voler rimuovere la tua fragilità, fai scorta di ciò che conta. Ama ora, ama quello che c’è, ama come puoi, ama sempre. Questo ti darà interiormente il necessario quando verrà lo Sposo”. La stoltezza è voler rimanere a tutti i costi svegli. Ed è questa presunzione la vera porta chiusa da cui non riusciamo a passare. #dalvangelodioggi

Riflessione del 5 luglio 2020

“Vino nuovo in otri nuovi.” (Mt 9,14-17)

impegno del giorno Perché gli otri non si rompano e vadano perduti in cosa potrei cambiare?

sololamoreresta

Riflessione del 28 giugno 2020

ParoladiLuce “Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.” (Mt 10,37-42)

impegnodelgiorno Come vivo le prove che la vita mi presenta? Portiamo la nostra “croce” ricordandoci che in Gesù abbiamo un “Cireneo” unico.

sololamoreresta

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CHI HA CREATO IL MALE?
Un giorno, un professore ateo sfidò i suoi alunni, chiese:
“Dio ha fatto tutto ciò che esiste?”
uno studente rispose coraggiosamente:
“Si l’ha fatto”
“proprio tutto?” chiese il professore.

“Si proprio tutto” rispose lo studente
“allora Dio ha fatto anche il male giusto?” Rispose il professore “perché il male esiste….”
Lo studente non seppe rispondere e restò in silenzio. Il professore era visibilmente soddisfatto di aver provato ancora una volta che la fede era un mito. All’improvviso un altro studente alzò la mano e chiese:
“Posso farle una domanda professore?”
“Certamente” gli rispose il professore
“Il freddo esiste?” “e’ chiaro che esiste” rispose il professore “non hai mai sentito freddo?”
“In realtà professore il freddo non esiste, secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo nella realtà è assenza di calore. Un oggetto può essere studiato solo quando ha e trasmette energia, ed è il calore che fa in modo che tale corpo ha e trasmette energia. lo zero assoluto è l’assenza totale e assoluta del calore, tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire. Ma il freddo non esiste. Noi abbiamo creato questo termine per descrivere come ci sentiamo quando ci manca il calore”
“e l’oscurità?” continuò lo studente, “esiste” rispose il professore.
“Di nuovo, professore, si inganna: l’oscurità è l’assenza totale di luce. Possiamo studiare la luce, ma non l’oscurità. Il prisma di Newton scompone la luce bianca nei suoi vari colori, secondo la lunghezza d’onda.”
e infine lo studente chiese:
“e il male, professore, esiste il male? Dio non creò il male. Il male è l’assenza di Dio nei cuori delle persone. L’assenza dell’amore, dell’umanità e della fede. L’amore e la fede sono come il calore e la luce, la loro assenza produce il male.”
questa volta fu il professore che restò in silenzio.

14 giugno 2020

L’individuo isolato è incapace di resistere a lungo alle sollecitazioni del mondo, mentre nell’amore vicendevole trova l’ambiente sano, capace di proteggere la sua purezza e tutta la sua autentica esistenza cristiana.“ —  Chiara Lubich

Domenica 11 ottobre IL VANGELO DI OGGI

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 22,1-14

In quel tempo, Gesù riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».